STANGHERLIN SARA
Nata il 18/05/1984
Residente in Via Vegre 30/a 31030 Castello di Godego (TV)
e-mail: sara_sta@yahoo.it
FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
PRESSO L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA
TESI:
Narrare i rifiuti. Le immagini della spazzatura nei romanzi di Barbaro, Teobaldi e Riccarelli
Relatore: Professor. Ilaria Crotti
INDICE
INTRODUZIONE
Spazzatura, tra realtà e simbolo
I raccoglitori: vecchi e nuovi scavenger
1 . LA LETTERATURA E I RIFIUTI
1.1 Perché si racconta la spazzatura
1.2 Le categorie narrative delle “storie di spazzatura” I protagonisti, lo spazio, il tempo
2 . LA POLVERE DELLA REALTÀ: L’Impresa senza fine di Paolo Barbaro
2.1 Una storia di “scovazze”
2.2 L’Impresa-vita
2.3 Democrito, Parmenide, Eraclito e l’alchimia
2.4 Venezia, la città avariata
2.5 Terre ai margini: discariche e campagna
2.6 Il viaggio della merce: altri spazi
2.7 I rifiuti umani
2.8 La pazzia e la saggezza
3 . L’ODORE DEL MONDO: La discarica di Paolo Teobaldi
3.1 Una storia scritta con il naso
3.2 Tizio e la digressione di carriera
3.3 Tizio o Lia: buttare o accumulare
3.4 La catarsi della pulizia domestica
3.5 L’intestino della città
3.6 Vecchie e nuove discariche
3.7 L’odore di una nuova identità
3.8 L’archeologia della spazzatura
4 . LA FAVOLA DEL SOTTOSUOLO: Stramonio di Ugo Riccarelli
4.1 Crescere tra i rifiuti
4.2 Falsa maturità
4.3 Conoscere la signora città
4.4 Vite di scarto
4.5 Costruire una casa dal caos
4.6 La lezione di Hrabal
4.7 L’antilogica dello spazzino
5 . ALTRE STORIE DI SPAZZATURA
COLLOQUIO CON PAOLO BARBARO – 26.05.2009
BIBLIOGRAFIA
ABSTRACT
La mia ricerca si propone di indagare il rapporto tra la letteratura e l’universo degli scarti attraverso l’analisi di tre romanzi italiani contemporanei incentrati sul tema dei rifiuti: L’impresa senza fine di Paolo Barbaro, La discarica di Paolo Teobaldi, Stramonio di Ugo Riccarelli.
La spazzatura, ricca di molteplici valenze, da fastidioso ingombro quotidiano si rivela immagine forte del rimosso sociale e individuale. Gli scrittori, per leggere nei detriti l’essenza dell’uomo, si servono di protagonisti ai margini, calati in una postmoderna discesa agli inferi; di spazi in ombra, come la discarica; di una concezione del tempo che, grazie alla mediazione degli oggetti non-funzionali, sembra riunire passato, presente e futuro.
I rifiuti vengono narrati sia per tentare di dominare il caos, salvando ciò che ha valore e gettando il resto, così da diffondere un’etica ambientale senza stucchevolezze, sia per scongiurare una crisi generalizzata che vorrebbe la letteratura ridotta a una catasta di carta da macero.

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